VIDEO UFFICIALE GMG MADRID
2 novembre 2010
REGGIO MADRID... SI PARTE
Incominciamo a pubblicare sul blog "Reggio Madrid" un pò di materiale che possa servire alla nostra riflessione di educatori e anche all'attività con i ragazzi. In queste prime settimane non aggiungeremo nuovi strumenti ad integrazione del sussidio. Preferiamo che ognuno di noi si prenda il tempo di leggere e studiare con calma il sussidio. Nel caso vogliate segnalarci attività, strumenti e link ben volentieri li pubblicheremo.
Ed è questa la vera funzione di questo blog. Vi chiediamo di utilizzare a questo scopo la mail segreteria@pastoralegiovani.re.it
Incominciamo a pubblicare sul blog "Reggio Madrid" un pò di materiale che possa servire alla nostra riflessione di educatori e anche all'attività con i ragazzi. In queste prime settimane non aggiungeremo nuovi strumenti ad integrazione del sussidio. Preferiamo che ognuno di noi si prenda il tempo di leggere e studiare con calma il sussidio. Nel caso vogliate segnalarci attività, strumenti e link ben volentieri li pubblicheremo.
Ed è questa la vera funzione di questo blog. Vi chiediamo di utilizzare a questo scopo la mail segreteria@pastoralegiovani.re.it
EMERGENZA EDUCATIVA ?
Pubblichiamo un articolo di Gustavo Pietropolli Charmet. In un tempo in cui molte situazioni e criticità sono associate alla parola emergenza, anche in ambito educativo, ci sembra uno spunto interessante per la nostra riflessione.
SCOPRIAMOLA VITALITÀ DELL' ADOLESCENZA SENZA FAME SEMPRE UNA MALATTIA. (Articolo di Gustavo Pietropolli Charmet)
Pubblichiamo un articolo di Gustavo Pietropolli Charmet. In un tempo in cui molte situazioni e criticità sono associate alla parola emergenza, anche in ambito educativo, ci sembra uno spunto interessante per la nostra riflessione.
SCOPRIAMO
Nella nostra società discute spesso di "nuova emergenza educativa" e di disagio giovanile.
Bisognerebbe invece ricondurre i comportamenti dei ragazzi alle esigenze della loro età.
Questa generazione di adolescenti è destinataria di nerissime profezie e giudizi allarmati.
La cultura degli adulti sembra convinta che sia condannata ad una qualità di vita futura molto peggiore di quella goduta dai padri e dai nonni.
Meno lavoro, pensioni fatiscenti, alloggi a costi inavvicinabili ed un intero pianeta da riparare dopo le profanazioni ed i vandalismi delle generazioni precedenti.
Meno lavoro, pensioni fatiscenti, alloggi a costi inavvicinabili ed un intero pianeta da riparare dopo le profanazioni ed i vandalismi delle generazioni precedenti.
Anche le diagnosi che gli adulti fanno del loro stato di salute mentale e del loro sentimento etico appaiono preoccupate.
Spesso nei confronti degli adolescenti attuali si invoca il ripristino di paletti e norme severe che sarebbero state divelte e abrogate.
La questione è di importanza educativa cruciale e coinvolge il settore delle politiche giovanili, della riforma della scuola, della riorganizzazione dei servizi preventivi e della salute mentale.
È infatti diventato arduo per gli adulti che interagiscono col mondo giovanile comprendere il senso e la direzione delle novità che caratterizzano il loro modo di interpretare il processo adolescenziale. Non si tratta solo del prevedibile cambiamento di mode', di idoli, di stili di vita: il cambiamento sembra coinvolgere questioni molto più profonde e concernenti la qualità delle passioni che sperimentano.
I giovani non hanno più paura degli adulti e delle loro istituzioni e non sembrano alle prese con forti sentimenti di colpa nei confronti dei valori e delle norme convenzionali.
Gli adolescenti ad esempio non riconoscono alla scuola un significato simbolico ed istituzionale e la utilizzano come un servizio o un centro di socializzazione e scambio culturale.
Ciò spoglia i loro docenti della attribuzione al loro ruolo di una autorevolezza prestata a priori in quanto rappresentanti del potere adulto e delle tradizioni culturali del paese.
Ciò spoglia i loro docenti della attribuzione al loro ruolo di una autorevolezza prestata a priori in quanto rappresentanti del potere adulto e delle tradizioni culturali del paese.
La reazione del corpo docente alla proposta relazionale proveniente dalle classi in cui insegnano viene generalmente interpretata come il sintomo di una grave demotivazione, di una generale disaffezione nei confronti dell' apprendimento e di una insolente mancanza di rispetto nèi confronti della scuola.
È solo uno dei mille esempi dei cambiamenti in corso e della difficile interpretazione da effettuare.
Per i ragazzi infatti è del tutto "normale" ciò che fanno o non fanno a scuola: il ruolo di studente non gestisce più le loro passioni e quindi trattano ciò che concerne la scuola come faccenda di scarso interesse emotivo. Gli adulti invece parlano di una nuova "emergenza educativa", come se fosse in corso una attività sovversiva da parte di una moltitudine di giovani, che in realtà chiedono alla scuola di sviluppare un maggior interesse educativo nei loro confronti ed una più alta competenza sul versante della loro vita affettiva, relazionale e di produzione creativa.
Sotto l'etichetta di "bullismo" si inquadra così uno sciame incoerente di comportamenti goliardici, scherzosi, dispettosi che i ragazzi considerano facenti parte della normalità della vita, scolastica.
La . vita di gruppo rischia di essere considerata la scellerata orgia di un branco selvatico pericoloso. Per gli adolescenti invece i legami affettivi e sociali con i coetanei sono sacri, sia quelli virtuali che quelli concreti.
La difficoltà degli adulti a capire il significato affettivo profondo che i ragazzi danno alla conquista della notte, al bisogno di rimanere sempre in contatto virtuale, alla nuova relazione col corpo trafitto di piercing e firmato da tatuaggi policromi li sospinge a convocare sulla scena della relazione educativa le discipline "forti"; la psichiatria, la criminologia, gli esperti di devianza giovanile ai quali chiedere una diagnosi e, se possibile, un trattamento delle "nuove emergenze".
Il rischio della patologizzazione dell'uso che i ragazzi fanno di Internet, del consumo di musica, della loro dipendenza dal gruppo di amici, rischia di compromettere la relazione fra mondo giovanile e cultura degli adulti.
I ragazzi sono alla ricerca di adulti competenti, non di esperti che presumano di sapere senza chiedere: hanno bisogno di adulti che non si spaventino delle novità, che non si illudano di cavarsela con le diagnosi e le etichette fuori tempo, che abbiano una vera passione educativa. Quando ne incontrano uno non se lasciano sfuggire e organizzano la grande festa dell'incontro
col mentore, la guida, l'adulto che sa che si può uscire sani e salvi dal labirinto dell'adolescenza.
col mentore, la guida, l'adulto che sa che si può uscire sani e salvi dal labirinto dell'adolescenza.
(L'autore è psicoterapeuta ed esperto di disagio giovanile).
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