21 dicembre 2010

FUTURO

DOMANI 21/04/09
Tra le nuvole e i sassi/ passano i sogni di tutti
passa il sole ogni giorno/ senza mai tardare.
Dove sarò domani?
Dove sarò?
Tra le nuvole e il mare/ c'è una stazione di posta uno straccio di stella messa lì a consolare
sul sentiero infinito del maestrale
Day by day
Day by day
hold me/ shine on me.
shine on me
Day by day save me shine on me
Ma domani, domani,/ domani, lo so
Lo so che si passa il confine,
E di nuovo la vita sembra fatta per te e comincia domani domani è già qui )

Estraggo un foglio nella risma nascosto
scrivo e non riesco forse perché il sisma m'ha scosso Ogni vita che salvi, ogni pietra che poggi, fa pensare a domani ma puoi farlo solo oggi

e la vita la vita si fa grande così
e comincia domani
Tra le nuvole e il mare si può fare e rifare
con un pò di fortuna
si può dimenticare.
Dove sarò domani? Dove sarò?

Dove sarò domani che ne sarà dei miei sogni infranti, dei miei piani/ Dove sarò domani, tendimi le mani, tendimi le mani
Tra le nuvole e il mare
si può andare e andare
sulla scia delle navi
di là del temporale
e qualche volta si vede domani
una luce di prua
e qualcuno grida: Domani

Come l'aquila che vola libera tra il cielo e i sassi siamo sempre diversi e siamo sempre gli stessi
hai fatto il massimo e il massimo non è bastato e non sapevi piangere e adesso
che hai imparato non bastano le lacrime ad impastare il calcestruzzo
eccoci qua cittadini d'Abruzzo
e aumentano d'intensità le lampadine una frazione di
secondo prima della fine e la tua mamma,
la tua patria da ricostruire,
comu le scole, le case e specialmente lu core
e puru nu postu cu facimu l'amore
non siamo così soli a fare castelli in aria
non siamo così soli sulla stessa barca non siamo così soli a fare castelli in aria
non siamo così soli a stare bene in Italia
sulla stessa barca a immaginare un nuovo giorno in Italia
Tra le nuvole e il mare si può andare, andare
Sulla scia delle navi di là dal temporale
Qualche volta si vede una luce di prua e qualcuno grida, domani
Non siamo così soli

Domani è già qui
Domani è già qui

Ma domani domani, domani lo so, lo so, che si passa il confine
E di nuovo la vita sembra fatta per te e comincia domani Tra le nuvole e il mare, si può fare e rifare
Con un pò di fortuna si può dimenticare
E di nuovo la vita, sembra fatta per te E comincia
domani
E domani domani, domani lo so
Lo so che si passa il confine
E di nuovo la vita sembra fatta per te
E comincia domani

Domani è già qui, domani è già qui

QUALCHE SPUNTO PER RIFLETTERE…
-       Come viene immaginato il “domani” della canzone? A quali sentimenti/emozioni viene associato?
-       Nel testo sono elencati difficoltà ma anche speranze del domani: quali sono?
-       Cosa significa, secondo te, la frase “Domani è già qui”?
FUTURO

ASCOLTA L'INFINITO
Fiorella Mannoia

Potremo ancora giocare la
partita del tempo
magari colorare qualche cartolina
e nelle notti future buttarci via
tenere il cuore lontano dalla nostalgia
e questa voglia di caldo che arriva piano
e questa sete di vita che prende la mano

avremo tavoli pieni di persone contente
e fuori dei motori pieni di benzina
e l' occasione di vivere fantasie
e di nascondere piccole malinconie
ma la paura e la noia ritorna piano
la solitudine porta così lontano.

Com' è difficile dire tutto quello che sento
tutte le piccole grandi verità
ed ogni movimento che mi cambierà
e camminare così nell'infinito che ho dentro
che si modifica e cerca libertà
e chiede di capire quello che sarà
se parli piano puoi sentirlo già


ascolta l' infinito

Vedremo case tradite dal passare degli anni
ci sembreranno piccole e dimenticate
ritroveremo discorsi curiosità
e quel dolcissimo male ci accarezzerà
ma non avremo parole per dire dov'è
e l'abitudine porta così lontano

non è possibile dire tutto quello che accende
tutte le deboli e forti simmetrie
che lasciano nell'anima le poesie
e quella parte di noi che l' infinito nasconde
che ci modifica e vuole verità
e sa comunicare quello che sarà
se guardi dentro puoi vederlo già


ascolta l' infinito


QUALCHE SPUNTO PER RIFLETTERE…
-       Come è immaginato il futuro? Cosa ci attenderà secondo al canzone?
-       Quali sono le paure e le cose invece attese?
-       Quali emozioni e sentimenti evoca il pensiero del futuro?
-       Nel testo, dall’inizio alla fine, c’è una modifica nel modo di vedere il futuro.
Confrontando le parti della canzone “com’è difficile….sentirlo già” e “non è possibile… vederlo già”, cambiano i valori di riferimento, come è possibile vedere dai verbi evidenziati. Che cosa cambia?

20 dicembre 2010

Vogliamo condividere con voi alcune riflessioni dello psicanalista Vittorino Andreoli sul tema dell’adolescenza e del cammino di crescita che vivono oggi i giovani, riprese dalle pagine de La fatica di crescere dello stesso scrittore.
Spunti e pensieri per cercare di capire il mondo giovanile e che ci aiutano ad approfondire e pensare il cammino per i nostri ragazzi in preparazione alla Gmg di Madrid, in particolare riguardo alle dimensioni del Futuro, Presente, Passato.
Di seguito, trovate i link che vi riportano ai brani estratti e alle dimensioni temporali relative.
A voi la lettura e soprattutto la parola!

FUTURO


PRESENTE
Da "La fatica di crescere" di Vittorino Andreoli

ADOLESCENZA
E io ritengo che la società in cui oggi gli adolescenti vivono, crei delle necessità, dei bisogni, degli ostacoli, per cui è ragionevole affermare che la loro crescita è difficile e giustifica un po' quella che appunto ho chiamato la fatica di crescere. (p.17)


Insomma, non si tratta di entrare nel vicolo cieco del «tutto più facile oggi», «tutto più difficile
allora», ma di rilevare come in questa società complessa l'adolescente faccia più fatica a trovare una propria identità, a intravedere un ruolo che in qualche modo lo collochi e lo individui socialmente, e gli renda addirittura più difficile fare dei progetti proprio perché per progettare bisogna farlo nella storia prevedendo un futuro, e oggi non è facile dire quale futuro ci attende, mentre questo era certamente più facile in una società del passato che era meno accelerata e il cui sviluppo era più lento. (p.17-18)

IL TEMPO
Il tempo dell'adolescente è estremamente variabile, perché quando egli è solo gli sembra che tutto rallenti, quasi a rendere ancora più temibile la condizione di solitudine. E questo perché l'adolescente ha paura di stare solo, e la solitudine è quella condizione in cui sembra che il mondo finisca, che sia vuoto, e quindi è qualcosa che fa paura.
Se invece si trova con i pari età, allora può stare a lungo con loro, ma anche dopo parecchie ore gli sembrerà di essere appena arrivato. E anche qui la sensazione che prova non dipende da ciò che fa, dall'impegno che ci mette, ma proprio dal fatto che si sente tranquillo.
C'è poi anche il tempo vissuto nell’ambito di un impegno: ad esempio un compito in classe che deve consegnare entro un'ora cronologica. Dà un'occhiata all'orologio e questo lo informa che il tempo sta per scadere, eppure gli sembra di avere cominciato da pochi minuti soltanto.
Sembra impossibile, sembra quasi che l'orologio sia impazzito: tempo cronologico, dunque, e tempo vissuto, tempo psicologico. (p.24)

FUTURO
Il futuro è lo spazio entro cui si situa il nuovo; il passato è già consumato, il presente ci fa avvertire magari un senso di insoddisfazione che quasi ci angoscia.
Il futuro è quello spazio che non c'è ma che può, una volta sopravvenuto, cambiare lo scenario.
Il teatro dell’esistenza è articolato in diversi atti (le tre fasi), si passa dal primo al secondo e dal secondo al terzo. E certo qualche volta in questa sequenza il primo non ci è piaciuto, il secondo è andato un po' meglio e magari il terzo sarà da applaudire.
Il futuro è il luogo del possibile, mentre il passato è lo spazio di ciò che è già avvenuto e che non si può assolutamente modificare.
Il presente è la condizione a cui si attacca il nostro vissuto: i sentimenti, la stanchezza, qualche volta la gioia. (p.29)


Non credo che sia possibile una vita senza futuro. Ed è un futuro che può certamente essere il prossimo minuto, e può arrivare all'eterno. Il futuro giunge là dove finisce il tempo.
E qui ancora sant'Agostino. Se il tempo è una finzione tra il passato che non c'è più, tra il presente che scorre via e non si riesce nemmeno a considerarlo perché nel momento in cui lo facciamo è già passato, e il futuro che non c'è, allora occorre fondarsi su ciò che invece c'è, e c'è stabilmente, su l'eterno. Sant'Agostino definisce l'eterno come la presenza infinita del tempo: un eterno presente.
E ricorda che il futuro di ciascun uomo è rivolto al cielo e che quindi sarebbe opportuno camminare su questa terra guardando a esso ogni tanto, perché là si situa quel futuro in cui il tempo finisce e rimane un eterno come eterno presente. (p.30)

PROGETTO
Ognuno di noi ha bisogno del futuro. Ha bisogno di immaginarsi, e su quell'immaginarsi deve elaborare un progetto di sé, deve delineare l'io ideale di cui abbiamo detto, e quindi il futuro che non c'è è la finzione più importante per esserci, e per esserci avendo un senso, perché l'uomo ha un significato che non solo deve cercare, ma deve realizzare, e tutto ciò rimanda a quella grande ricchezza che è il domani, che è il futuro non illusorio, ma quel futuro che è possibile, anzi, il luogo del possibile. (p.31)


In breve, il progetto è proprio quello che distingue l’illusione dalla realizzazione. Un’illusione non ha un progetto e se tentasse di progettarla si dovrebbe necessariamente concludere che non è
possibile, e questa sarebbe la prova che è del tutto fantasiosa, mentre invece una cosa che sia realizzabile, quindi pensata ma passibile di esistere concretamente, deve avere un progetto. (p.32)


Il progetto indica la dimensione del credere in ciò che si fa e del senso di ciò che si fa, ed è bene che i progetti siano meditati e che siano anche scelti con oculatezza, perché non si può rifare il mondo ma si possono realizzare solo alcune cose, che però sono talmente importanti da cambiare l'esistenza di chi le concretizza.
Immaginare un mondo, una casa, un luogo dove stare meglio è talmente essenziale alla propria vita che bisogna studiare con attenzione le scelte da fare, i materiali da usare, e quindi passare dalla pura immaginazione alla tecnica, perché poi per costruire la casa bisogna prendere i mattoni, preparare le porte e le finestre, realizzare un' opera che sia veramente come si voleva che fosse e che solo un progetto permette di costruire concretamente. (p.33)



11 dicembre 2010

FUTURO

ATTIVITA' DI GRUPPO SUL FUTURO
OCCHI NEGLI OCCHI

OBIETTIVI
Riflettere sull’importanza dello sguardo nella comunicazione: quali sono le attenzioni da tenere, cosa significa essere ascoltati ed essere accolti con lo sguardo.
Comprendere che il futuro di ciascuno è autentico se vissuto nell’ascolto, nell’accoglienza e nella cura verso gli altri.

ETA’
Tutti (1-2-3 superiore e 4-5 superiore e università)

Il gioco si svolge in diverse fasi.
I ragazzi si mettono in coppie. Uno dei due chiude gli occhi, mentre l'altro gli parla di qualcosa che lo riguarda (es. la sua giornata, la sua vita in famiglia, ecc.).
Quello che ha gli occhi chiusi sperimenta la difficoltà nell'ascolto, che è maggiore se non guarda colui che sta parlando.
Poi si invertono i ruoli.
Nella fase successiva, si ripete l'esperimento (si raccontano qualcosa che li riguardi), ma questa volta con gli occhi aperti; si sperimenta così una comunicazione più semplice ed efficace.
Le coppie si separano, e i ragazzi riflettono singolarmente sull'esperienza appena vissuta, riportandola alla dimensione della vita di preghiera, consegnando loro il brano evangelico di Gesù e il giovane ricco.

Dal Vangelo di Marco: Mc 10, 17-22
Mentre usciva per mettersi in viaggio, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: “Maestro buono, che cosa devo fare per avere la vita eterna? ”. Gesù gli disse: “Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non dire falsa testimonianza, non frodare, onora il padre e la madre”
Egli allora gli disse: “Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza”. Allora Gesù, fissatolo, lo amò e gli disse: “Una cosa sola ti manca: và, vendi quello che hai e dallo ai poveri e avrai un tesoro in cielo; poi vieni e seguimi”. Ma egli, rattristatosi per quelle parole, se ne andò afflitto, poiché aveva molti beni.

QUALCHE SPUNTO PER RIFLETTERE…
A seguire, si può lasciare un momento di riflessione personale dove i ragazzi riflettono sul brano evangelico alla luce dell’esperienza che hanno fatto in coppia.
§         Quali sono state le difficoltà nel gioco? Come vi siete sentiti nel ruolo dell’ascoltatore “non vedente”? e nel ruolo di chi raccontava?
§         Quali sono le attenzioni da avere per ascoltare e guardare in modo vero l’altro?
§         Cosa mi suggerisce, alla luce di tutto questo, il brano del vangelo?

A grande gruppo poi, si può affrontare una discussione insieme su ciò che i ragazzi hanno sperimentato nell’attività in coppia e ciò di cui hanno riflettuto personalmente.
§         E difficile "comunicare" con Cristo senza fissare lo sguardo su di Lui?
§         Cosa vuol dire concretamente "fissare lo sguardo"?
§         Fissare lo sguardo è ciò che fa anche Gesù con il giovane ricco, prima di amarlo completamente; cosa vuol dire secondo te?
§         A cosa invita Gesù? A quale futuro chiama il giovane ricco?


FUTURO

ATTIVITA' DI GRUPPO SUL FUTURO
LO STRADARIO DELLA TUA VITA

OBIETTIVI
Aumentare la fiducia che ciascuno ripone in se stesso: perché il potenziale di gruppo sia forte è necessario che ciascuno nutra verso di sé una buona fiducia.
Aumentare la misura di accettazione di sé, mettendo in risalto le capacità intellettive ed emotive di ciascuno.
Riflettere e approfondire questioni esistenziali importanti: a che punto del proprio sviluppo si è? qual è lo scopo della propria vita? cosa ci ostacola? come è possibile raggiungere l’obiettivo?

ETÀ
4-5 superiore e università

Questo gioco offre la possibilità, in modo creativo, di riflettere su questioni esistenziali importanti, cercando di sviluppare nel contempo le qualità e le capacità di miglioramenti e di autostima dei ragazzi.
Per prima cosa, si deve creare un clima disteso e rilassato nella stanza.
I ragazzi si siedono e liberano la mente dai pensieri.
Si chiede ai ragazzi di chiudere gli occhi e di seguire le indicazioni che verranno date:

(Dopo 60 secondi) “Ora concentrati sulla persona che tu sei adesso. Rivolgiti una serie di frasi come ad esempio: «Ora io sono un ragazzo in gamba, che ama quello che fa», «Lavoro/studio volentieri con la gente che per me è in gamba», ecc. Di' a te stesso come e chi sei adesso...”
(Dopo 2 minuti) “Ora concentrati sul tuo Io ideale, sulla persona che potresti essere, che saresti volentieri se succede tutto ciò che speri e desideri ... Rivolgiti ad alta voce frasi come ad esempio: «Vorrei essere stimato da molte persone» - «Potrei realizzare i miei progetti di costruire una casa», ecc.
Racconta a te stesso come e chi potresti essere…”
(Dopo 2 minuti) “Ora , sempre con gli occhi chiusi, immagina una carta geografica. A sinistra si trova il luogo dove sei adesso; a destra c'è il luogo dove vorresti arrivare attraverso il tuo sviluppo, perché tu possa essere la persona che vorresti essere nel futuro...
Al centro della cartina noterai forse alcuni ostacoli che bloccheranno il tuo percorso da sinistra a destra. Cerca di capire quali sono questi impedimenti...”
(Dopo 1 minuto) “Cerca di riconoscere il maggior numero di particolari guardando il tuo luogo attuale, il luogo desiderato nel futuro, come anche gli ostacoli che si trovano sulla tua strada ...
Ora concentrati su ciò che hai a disposizione per giungere dove desideri.
Richiama ai tuoi occhi tutto ciò che ti può essere utile per raggiungere il tuo obiettivo: altre persone, cose, eventi felici, soprattutto punti di forza e qualità che si trovano in te: nel tuo corpo, nel tuo carattere, nelle tue abilità e capacità.”
(Dopo 2 minuti) “Aprite gli occhi tra circa un minuto e fate ritorno con piena consapevolezza al vostro gruppo.”

Dopo che tutti avranno riflettuto, a grande gruppo, si invitano i ragazzi a raccontare cosa hanno visto, condividendo sensazioni, difficoltà e idee.


QUALCHE SPUNTO PER RIFLETTERE…
§         Questo gioco ci allena sulle nostre aspirazioni, ciò che desideriamo diventare nel nostro futuro, ma allo stesso tempo ci aiuta a capire anche quali sono le capacità di ciascuno e le qualità che rappresentano i punti di forza e gli strumenti utili per costruire il nostro avvenire:
Come mi sono sentito durante l'esperimento? A che punto sono adesso? Dove voglio andare?
Quali sono gli ostacoli? Quali sono i punti di forza? Come reagisco ai resoconti degli altri?

§         È importante che ciascun ragazzo tenti di concentrarsi, dopo aver identificato le proprie difficoltà, sulle proprie risorse, e cerchi se possibile di porle in discussione all'interno del gruppo.
Il feedback degli altri partecipanti può essere un buon aiuto per aiutare nell’autovalutazione realistica delle proprie capacità.

ATTENZIONE! VARIANTE…
Questo gioco può rappresentare un'importante esperienza per le persone insicure.
Quando un membro del gruppo non è nella condizione di vedere o esprimere i propri punti di forza, potete invitare l'interessato ad un BOMBARDAMENTO DI PUNTI DI FORZA: la persona in questione si siede al centro del gruppo; gli altri componenti gli dicono tutti i personali punti di forza che hanno percepito in lui fino a quel momento.
E’ importante che i punti di forza vengano elencati uno dopo l'altro velocemente, cosicché la persona mantenga realmente la sensazione di una doccia incoraggiante.
Ogni membro può nominare un punto di forza tanto spesso quanto desidera. I punti di forza devono essere formulati in maniera concreta e concisa.
Il bombardamento viene interrotto quando il feed-back positivo è agli sgoccioli: qui si può introdurre un breve scambio di sensazioni ricevute dalla persona al centro del gruppo.