24 febbraio 2011

“Le nostre strade, affollate e frenetiche, sono luoghi dove si permette la conoscenza di un percorso.
Sono luoghi da consumare, finalizzati non tanto ad un’osservazione, a un riconoscimento e al riconoscimento reciproco, quanto ad una strumentalità.
Ciò che fa difetto alla maggior parte dei cittadini è lo sguardo che implica il riconoscimento, che porta a prendersi cura, a preoccuparsi dell’altro come individuo che condivide con me la dimensione di uomo.
Questo sguardo presuppone che si voglia vedere e sapere, che sia presa la decisione di non girare le spalle, di rifiutare il silenzio, di non scappare via pedalando veloci.
Guardare con attenzione è avere già fatto ed esprimere una scelta.”
(A. Canevaro)