FUTURO
ATTIVITA' DI GRUPPO SUL FUTURO
OCCHI NEGLI OCCHI
OBIETTIVI
Riflettere sull’importanza dello sguardo nella comunicazione: quali sono le attenzioni da tenere, cosa significa essere ascoltati ed essere accolti con lo sguardo.
Comprendere che il futuro di ciascuno è autentico se vissuto nell’ascolto, nell’accoglienza e nella cura verso gli altri.
ETA’
Tutti (1-2-3 superiore e 4-5 superiore e università)
Il gioco si svolge in diverse fasi.
I ragazzi si mettono in coppie. Uno dei due chiude gli occhi, mentre l'altro gli parla di qualcosa che lo riguarda (es. la sua giornata, la sua vita in famiglia, ecc.).
Quello che ha gli occhi chiusi sperimenta la difficoltà nell'ascolto, che è maggiore se non guarda colui che sta parlando.
Poi si invertono i ruoli.
Nella fase successiva, si ripete l'esperimento (si raccontano qualcosa che li riguardi), ma questa volta con gli occhi aperti; si sperimenta così una comunicazione più semplice ed efficace.
Le coppie si separano, e i ragazzi riflettono singolarmente sull'esperienza appena vissuta, riportandola alla dimensione della vita di preghiera, consegnando loro il brano evangelico di Gesù e il giovane ricco.
Dal Vangelo di Marco: Mc 10, 17-22
Mentre usciva per mettersi in viaggio, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: “Maestro buono, che cosa devo fare per avere la vita eterna? ”. Gesù gli disse: “Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non dire falsa testimonianza, non frodare, onora il padre e la madre”
Egli allora gli disse: “Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza”. Allora Gesù, fissatolo, lo amò e gli disse: “Una cosa sola ti manca: và, vendi quello che hai e dallo ai poveri e avrai un tesoro in cielo; poi vieni e seguimi”. Ma egli, rattristatosi per quelle parole, se ne andò afflitto, poiché aveva molti beni.
Mentre usciva per mettersi in viaggio, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: “Maestro buono, che cosa devo fare per avere la vita eterna? ”. Gesù gli disse: “Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non dire falsa testimonianza, non frodare, onora il padre e la madre”
Egli allora gli disse: “Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza”. Allora Gesù, fissatolo, lo amò e gli disse: “Una cosa sola ti manca: và, vendi quello che hai e dallo ai poveri e avrai un tesoro in cielo; poi vieni e seguimi”. Ma egli, rattristatosi per quelle parole, se ne andò afflitto, poiché aveva molti beni.
QUALCHE SPUNTO PER RIFLETTERE…
A seguire, si può lasciare un momento di riflessione personale dove i ragazzi riflettono sul brano evangelico alla luce dell’esperienza che hanno fatto in coppia.
§ Quali sono state le difficoltà nel gioco? Come vi siete sentiti nel ruolo dell’ascoltatore “non vedente”? e nel ruolo di chi raccontava?
§ Quali sono le attenzioni da avere per ascoltare e guardare in modo vero l’altro?
§ Cosa mi suggerisce, alla luce di tutto questo, il brano del vangelo?
A grande gruppo poi, si può affrontare una discussione insieme su ciò che i ragazzi hanno sperimentato nell’attività in coppia e ciò di cui hanno riflettuto personalmente.
§ E difficile "comunicare" con Cristo senza fissare lo sguardo su di Lui?
§ Cosa vuol dire concretamente "fissare lo sguardo"?
§ Fissare lo sguardo è ciò che fa anche Gesù con il giovane ricco, prima di amarlo completamente; cosa vuol dire secondo te?
§ A cosa invita Gesù? A quale futuro chiama il giovane ricco?